Digrignare i denti: cause e soluzioni - Blog Dentista Brescia - Studio Dentistico dott. Pierluca Vivaldini

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Digrignare i denti: cause e soluzioni

Studio Dentistico dott. Pierluca Vivaldini
Pubblicato da in Gnatologia ·
Tags: dentibruxismoansiadentistadigrignareidentignatologia
Ti capita di svegliarti al mattino con dolori in vari punti della testa, con la muscolatura facciale e\o delle spalle tesa e indolenzita, dolori alla mandibola, al collo, dolore alla masticazione e dolore in vicinanza alle orecchie? Colui che dorme vicino a te sente un rumore di denti?
Probabilmente di notte digrigni i denti, ovvero sei affetto da bruxismo.



Che cosa è il bruxismo?

Il bruxismo consiste nell'eccessivo serramento o digrignamento dei denti. Il disturbo, in particolare, consiste in uno sfregamento involontario dei denti dell'arcata superiore contro quelli dell'arcata inferiore; l'atto, inoltre, porta a stringere con forza le mascelle.

Il bruxismo si verifica in prevalenza durante il riposo notturno e dipende dall'involontaria contrazione dei muscoli implicati nella masticazione. Questi movimenti ritmici possono ripetersi più volte nel corso della notte e, normalmente, durano qualche secondo.

I fattori che promuovono il disturbo includono difetti di occlusione dentale (malocclusione), postura errata, dolori collegati alla dentizione (nei bambini) ed eventuali condizioni di stress e tensione emotiva.


Il BRUXISMO
Il bruxismo porta all'abrasione e alla progressiva usura delle corone dentarie. A sua volta, il danno allo smalto dentale determina ipersensibilità al caldo, al freddo e al contatto con le setole dello spazzolino. Inoltre, facilita l'insorgenza delle carie e di microfratture.

In caso di bruxismo, al risveglio mattutino può presentarsi una sensazione di secchezza della bocca e indolenzimento dei muscoli masticatori, spesso associato a dolore alla mandibola, al collo e alle orecchie. Il digrignamento dei denti, talvolta, può essere rumoroso: il soggetto può non esserne cosciente, ma il rumore può essere percepito dai familiari che gli stanno vicino.

Il bruxismo, spesso, causa diversi altri sintomi, quali mal di testa, irritabilità, sonnolenza diurna e dolore a spalancare la bocca. Se trascurato per molto tempo, può anche creare gravi danni all'apparato dentale: rende mobili gli elementi dentali e può determinare la recessione delle gengive. Inoltre, usurandosi, i denti diventano piatti e affilati, e possono causare piccole lesioni su lingua e guance. Il trattamento del bruxismo consiste nell'uso di dispositivi orali (bite), i quali, interponendosi tra le arcate dentali, sono utili per impedire il contatto occlusale. Tali dispositivi, al contempo, proteggono lo smalto dei denti e favoriscono un riallineamento mandibolare.





Digrignare i denti nel sonno: come scoprirlo

Molto spesso chi ne soffre non lo sa, almeno fino a quando non è obbligato a cercare le cause di uno o più sintomi fastidiosi che si protraggono nel tempo, il più frequente dei quali è un risveglio mattutino con sensazioni di dolenza diffusa alle mandibole. Ad esso possono accompagnarsi l'ingrossamento dei linfonodi del collo, l'insorgere durante la giornata di cefalea o emicrania, fitte improvvise alle tempie, tensione alla nuca, cattiva digestione, alitosi. Sintomi riferibili a patologie anche molto diverse tra loro, ma che a un'attenta analisi medico-odontoiatrica possono essere ricondotti, se è il caso specifico, a un fenomeno chiamato bruxismo: un disturbo molto diffuso caratterizzato dal fatto che durante il sonno notturno si digrignano i denti oppure, ma le due cose possono essere compresenti, si serrano le mandibole per un tempo prolungato, sia in stato di sonno che di veglia.



Digrignare i denti: segnale di aggressività trattenuta?

La visita dentistica è determinante: infatti segnala un'usura eccessiva dei denti (soprattutto i molari e i premolari, le cui cuspidi appaiono consumate) rispetto all'età e dovuta a un uso improprio delle arcate dentali, e anche un indebolimento dei denti stessi, che diventano un poco mobili e talora si spostano dalla loro sede. Ma sebbene il "bruxista" tenda a sottovalutare il problema, in realtà questo va preso in seria considerazione, non solo per evitare problemi odontoiatrici ma perché le cause sono psicologiche e riguardano l'intera qualità della vita. Il bruxismo infatti esprime, in una forma del tutto involontaria, un forte stato di tensione emotiva che trattiene.

Digrignare i denti: il punto di vista psicosomatico

Da un punto di vista psicosomatico il digrignare i denti è un tentativo inconscio di scaricare un surplus di tensione psichica, una quota di ansia o aggressività che si è accumulata durante la giornata e che il soggetto tende a non esprimere. Le emozioni sono negate e vengono messe a tacere durante il giorno per poi ripresentarsi in un contesto più controllato e meno pericoloso: il sonno.

Chi digrigna i denti tende a rimuginare, ha difficoltà a dire di no, preferisce reprimere la rabbia che prova per paura di esagerare o per non attivare sensi di colpa. Il serrare le mascelle è indice di aggressività trattenuta e durante la notte chi soffre di bruxismo"simula" l'attacco verso i presunti nemici.

Digrignare i denti: ecco cosa fare

Occorre accorgersene. Diversi tra noi soffrono di bruxismo ma non lo sanno. Se sospetti qualcosa fai una visita odontoiatrica.

Scegliere lo specialista giusto. L'ideale è un gnatologo, un odontoiatra specializzato in problemi di masticazione. Ti applicherà un apparecchio detto "bite", con funzioni correttive (per riposizionare la arcate) e contenitive (per rilassare la muscolatura di mandibola e collo).

Ampliare la cura. Mettere il "bite" senza fare altro significa eliminare il principale canale di sfogo della tensione, che a quel punto rischia di sfociare in altri sintomi quali: depressione, panico, tensioni muscolari, cefalea, nervosismo. È necessario occuparsi anche del disagio psicologico che è alla base.

Alcune sedute di psicoterapia possono bastare per comprendere gli atteggiamenti sbagliati e apprenderne di nuovi e salutari, e al contempo sfogarsi un po', togliendo così al sintomo il ruolo di primo canale di scarico. Utile anche un'attività fisica semplice e piacevole.






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